Sabato 03 Novembre 2012 12:57

Nel deserto di Manhattan

 

Durante questa settimana a New York iniziata con l'arrivo di Sandy, ho abitato a Brooklyn. Per raggiungere la biblioteca tutti i giorni ho dovuto attraversare a piedi il ponte e poi la parte bassa di Manhattan, che si è trasformata in un desolato deserto urbano. Manca l'elettricità e a Soho, a Chinatown, nel Greenwich village, a Little Italy tutti i negozi sono chiusi. Poca è la gente in giro, soprattutto turisti smarriti, visto che nessuno sa dare indicazioni. I poliziotti si limitano a dirigere il poco traffico. Qualche intraprendente si è messo a cucinare col barbecue in strada per vendere cibo e acqua ai viandanti affamati. In Union Square hanno dovuto organizzare una distribuzione gratuita di ghiaccio. Quando scende il buio, diventa persino molto peggio: gli autobus non s'inoltrano più nella zona perché non funzionano i semafori, i poliziotti diventano rari fino a sparire del tutto e anche i taxi sono restii ad attraversarla. Si gira con in mano torce elettriche o quei cerchi fosforescenti che si acquistano dagli ambulanti nelle fiere. Qui, invece, te li vedi allungare nel buio dai camerieri di qualche ristorante che sorridendo si raccomandano "Safety first!". Sarebbe stato così anche senza l'11 settembre 2001?