Le foto dei dispersi sui muri come fossero le mie:
mauro carbone ricorda l'11 settembre 2001 per "il sole 24 ore"

«Ero stato invitato a un convegno negli Stati Uniti, come unico europeo, il 20 settembre di quell'anno. Pochi giorni prima ci fu quell'evento tragico che sconvolse il mondo. Amici e colleghi mi consigliarono di non partire. Decisi di farlo per non cadere nella provocazione di quell'atto terroristico: la separazione, la paura, l'arroccamento. Partii da Milano con il primo aereo dopo l'interruzione dei voli. Dall'aeroporto di New York si vedeva ancora il fumo in cielo verso Manatthan. Poi andai in stazione. C'era un muro pieno di foto dei dispersi con i manifesti dei familiari. Raccontavano particolari anche molto privati. Non si poteva che rimanere catturati e feriti. Ogni immagine raccontava una storia nella quale mi sono identificato. Fu un coinvolgimento assoluto. Tanto da spingermi, dopo ben quattro anni, metabolizzata questa esperienza fortissima, a scriverne un libro». (Testo raccolto da Luca Salvioli)

 

da IlSole24Ore.