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 L'empreinte du visuel
Merleau-Ponty et les images aujourd'hui

 

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Toujours déjà expressif, habité par la dimension du langage au moment même de l’expérience, le «visuel» est un champ à part entière où se croisent réel et imaginaire, et donc une nouvelle forme de compréhension de notre rapport au monde. En ce sens, les derniers travaux de Merleau-Ponty, par leur réflexion sur la question du visuel, remettent en cause la plupart des catégories par lesquelles nous avons coutume de «nommer» notre rapport au monde. Cette problématique se révèle particulièrement importante aujourd’hui. Le développement continu des technologies optiques et médiatiques ne cesse d’ouvrir nos existences à des formes inédites de visualisation et d’expérience, et impose une compréhension renouvelée du statut contemporain des images.
Convaincus que la pensée du dernier Merleau-Ponty peut contribuer de manière décisive à saisir ces enjeux, les dix auteurs des interventions recueillies dans ce volume – des philosophes ainsi que des spécialistes internationaux des médias provenant de six pays différents et de trois continents – proposent une réflexion collective particulièrement homogène et novatrice autour des croisements entre les notions de «visible» et de «visuel».

 

Textes d’Emmanuel Alloa, Mauro Carbone, Anna Caterina Dalmasso, Oliver Fahle, Galen A. Johnson, Stefan Kristensen, Benjamin Labé, Pierre Rodrigo, Vivian Sobchack, Luc Vancheri.

 

per saperne di più

 

 

Sulla Revue philosophique de Louvain (Vol. 110, No 4, 2012) un articolo di Arthur Cools dedicato al volume La chair des images di Mauro Carbone.

 

Per leggerlo, cliccare qui.
 


 
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Nel deserto di Manhattan

 

Durante questa settimana a New York iniziata con l'arrivo di Sandy, ho abitato a Brooklyn. Per raggiungere la biblioteca tutti i giorni ho dovuto attraversare a piedi il ponte e poi la parte bassa di Manhattan, che si è trasformata in un desolato deserto urbano. Manca l'elettricità e a Soho, a Chinatown, nel Greenwich village, a Little Italy tutti i negozi sono chiusi. Poca è la gente in giro, soprattutto turisti smarriti, visto che nessuno sa dare indicazioni. I poliziotti si limitano a dirigere il poco traffico. Qualche intraprendente si è messo a cucinare col barbecue in strada per vendere cibo e acqua ai viandanti affamati. In Union Square hanno dovuto organizzare una distribuzione gratuita di ghiaccio. Quando scende il buio, diventa persino molto peggio: gli autobus non s'inoltrano più nella zona perché non funzionano i semafori, i poliziotti diventano rari fino a sparire del tutto e anche i taxi sono restii ad attraversarla. Si gira con in mano torce elettriche o quei cerchi fosforescenti che si acquistano dagli ambulanti nelle fiere. Qui, invece, te li vedi allungare nel buio dai camerieri di qualche ristorante che sorridendo si raccomandano "Safety first!". Sarebbe stato così anche senza l'11 settembre 2001?



 


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Link

Mauro Carbone

« Il corpo, il cinema, lo schermo»

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Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell'Università di Bologna

febbraio 2017

Video disponibile qui

Link (2)

Mauro Carbone

« Variazioni sulla tecno-estetica»

*

22 maggio 2015

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L'audio è disponibile qui

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