Giovedì 29 Gennaio 2009 00:00

A questo indirizzo in versione pdf la recensione di Anna Li Vigni del volume di Mauro Carbone Sullo schermo dell'estetica, apparsa sulla Domenica, n. 24, inserto culturale de IlSole24Ore, il 26 gennaio 2009.

 
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Giovedì 29 Gennaio 2009 22:22

A questo indirizzo la versione pdf dell'articolo di Mauro Carbone, “Avere un solo essere è prigione" - Sul migrare dell’identità oggi, apparso sulla rivista Dedalus, n. 5, luglio-agosto 2008, pp. 55-58.

 

Cinema, pittura e filosofia da fare: nelle librerie lo "schermo dell'estetica" secondo Mauro Carbone
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intervista di paolo bignamini apparsa sul quotidiano on-line ilsole24ore.com
giovedì 15 gennaio 2009


"'Pensare a colori e in movimento': avrei potuto intitolarlo anche così, l'ultimo mio libro", spiega Mauro Carbone, che insegna Estetica contemporanea alla Statale di Milano, parlando del suo recentissimo Sullo schermo dell'estetica. La pittura, il cinema e la filosofia da fare. "Perché attraverso la riflessione sulla pittura del Novecento e sul mezzo espressivo più tipico del secolo da poco concluso - il cinema - ci si impone la necessità di pensare diversamente il nostro stesso modo di pensare".

"Infatti - prosegue Carbone - noi siamo tradizionalmente ancorati all'idea che il pensiero scarnificherebbe l'esperienza, togliendole ciò che giudica inessenziale, come i colori e il movimento, appunto. Ma dopo il secolo in cui un pittore come Paul Klee ha dichiarato che 'l'arte non imita il visibile, ma rende visibile', lo stesso secolo in cui il cinema ha prodotto e diffuso uno sconvolgente tipo d'immagine, cioè l'immagine in movimento, non è più possibile credere ancora che il pensiero funzioni fissando in bianco e nero l'essenziale della nostra esperienza. Si tratta allora di ripensare il modo stesso in cui funziona il nostro pensiero: è questa la 'filosofia da fare' cui allude il sottotitolo del mio libro". È questo il senso - cioè, insieme, la direzione e lo scopo - di quest'ultimo lavoro di Carbone, che chiama "antimetafisica" appunto quella "filosofia da fare", verso la quale a suo avviso ha cercato di muoversi, in particolare, la riflessione sulla pittura e sul cinema sviluppatasi in Francia specie a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso. Si tratta di una riflessione che Carbone vede partire da Maurice Merleau-Ponty, il filosofo morto nel 1961 di cui egli è uno dei massimi esperti al mondo e di cui nel 2008 si è festeggiato un po' dappertutto - Milano compresa - il centenario della nascita con celebrazioni all'altezza della sua ormai riconosciuta grandezza. Da Merleau-Ponty a Lyotard e a Maldiney, fino a Deleuze, Derrida e Nancy: Carbone rintraccia una linea di riflessione che all'arte - di Cézanne, Klee, Gauguin, Bacon, del cinema e persino dell'immagine elettronica nostra contemporanea - non pretende d'insegnare, ma da quest'arte pretende d'imparare precisamente quella che lo stesso Deleuze ha chiamato "una nuova immagine del pensiero". Un'immagine che risulta tutt'altro che scarnificata, ma che si trova anzi a oscillare tra la "carne viva" con cui Merleau-Ponty si riferisce a Cézanne o Klee e la "carne macellata" di cui Deleuze parla a proposito di Bacon. Così, in quel punto d'oscillazione il libro di Carbone individua un punto di convergenza tra riflessioni che si sono pretese antagonistiche e che molti ritengono ancora tali. Anche per questo, il suo si propone come un libro importante.



Mauro Carbone
Sullo schermo dell'estetica
La pittura, il cinema e la filosofia da fare

(Mimesis Edizioni, Collana Volti - Euro 15,00)


versione originale disponbile a questo indirizzo

 
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